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 A partire dall'anno scolastico 2018-2019 sono entrate in vigore le disposizioni contenute nel Capo III (articoli 12-21) del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, che hanno apportato significative innovazioni alla struttura e all’organizzazione dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado.
Riportiamo di seguito le principali novità.
  • Il candidato dovrà ora sostenere due prove scritte, anziché tre (scompare la terza prova scritta, il cosiddetto “quizzone”).
  • Viene attribuito al credito scolastico un peso decisamente maggiore nella determinazione del voto finale dell’esame di Stato rispetto alla precedente normativa (il punteggio massimo da attribuire come credito scolastico passa  da venticinque punti su cento a quaranta punti su cento).
  • Nell’ambito della prima prova scritta (la prova di italiano, uguale per tutti gli indirizzi di studio) scompaiono due delle quattro “vecchie” tipologie di prova: la tipologia “B” (redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale) e la tipologia “C” (tema di argomento storico). Queste due tipologie sono state ora riassorbite insieme, in un certo senso, nella “nuova” Tipologia B, che consiste nella “Analisi e produzione di un testo argomentativo”.
    Permangono invece, pressoché immutate, sia la “vecchia” tipologia “A ” (analisi del testo), che ora diventa “Tipologia A - Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano”, sia la “vecchia” tipologia “D” (tema di ordine generale), che ora diventa “Tipologia C - Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”.
  • Vengono definite, con decreto ministeriale,  le griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi, relativi alle prove scritte, al fine di uniformare i criteri di valutazione delle commissioni d’esame.
  • Vengono introdotti due nuovi requisiti per l’accesso dei candidati all’esame di Stato, che, per quanto riguarda i candidati esterni, sono:
  1. lo svolgimento delle prove a carattere nazionale predisposte dall'INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), volte a verificare i livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese;
  2. lo svolgimento delle attività assimilabili all’alternanza scuola-lavoro.
Relativamente a quest’ultimo punto, va segnalato che il decreto legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, ha previsto il differimento al prossimo anno scolastico 2019-2020 delle disposizioni che subordinano la partecipazione all’esame allo svolgimento sia delle prove INVALSI che delle attività assimilabili all’alternanza scuola-lavoro.


 
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